5 aziende italiane che applicano il "Green Business"
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Sono tante le aziende innovative che fanno business mantenendo sempre al top la propria mission: combattere il cambiamento climatico, ridurre gli sprechi, cambiare il mondo un passo alla volta.

Ecco una rassegna di dieci startup italiane che, in un modo o nell’altro, hanno abbracciato la causa not for fashion.

CarboREM

CarboREM progetta e realizza impianti industriali innovativi per il trattamento dei reflui fognari e dei rifiuti organici (ovvero la frazione organica dei rifiuti urbani e degli scarti agroalimentari). La società sta progettando impianti di piccola taglia volti a migliorare l’efficienza energetica dell’impianto esistente abbassando il volume dei detriti e aumentando la produzione di biogas. C700, la sua innovazione, sfrutta una tecnologia basata su un processo chiamato conversione idrotermale (HTC), per la valorizzazione dei rifiuti organici umidi.

Circular Farm 

La startup toscana Circular Farm è un’azienda agricola innovativa che non sfrutta il territorio e fa del risparmio del suolo, del rispetto dell’ambiente, della rigenerazione e della sostenibilità i suoi punti di forza. Dal 2020 ha scelto di trasformare i rifiuti in una risorsa, in questo caso i fondi di caffè. «Le ricerche e gli studi sulla valorizzazione dei fondi di caffè per l’agricoltura che hanno portato alla produzione di Pleurotus in vertical farm – ha spiegato il fondatore Antonio Di Giovanni – mi hanno spinto a rilevare un vivaio abbandonato di 1500 mq a Scandicci e creare la mia circolare fattoria urbana per sperimentare nuovi prodotti insieme ai miei collaboratori».

PipeIn

Salvaguardare l’ambiente significa soprattutto evitare gli sprechi. Solo in Italia si stima che il 40% dell’acqua venga sprecata per problemi alla rete idrica. 

PipeIn, startup torinese che sviluppa soluzioni innovative per la manutenzione predittiva delle condotte, ha recentemente chiuso un round da 725mila euro volto ad incrementare lo sviluppo hardware e software. Vincitore di GoBeyond, abbiamo intervistato l’amministratore delegato Alessandro Minori: “Il nostro è un puro B2B: vogliamo rivolgerci alle utilities, come A2A ed Eni per promuovere la manutenzione delle infrastrutture”.

W-Sense

“Abbiamo un dispositivo a forma di cilindro che, nell’acqua, integra sensori esterni ed elabora i dati, li comprime e trasmette le informazioni in tempo reale tramite Internet wireless subacqueo”. Così Chiara Petrioli ha spiegato il servizio di W-Sense, startup romana che si occupa di Blue Economy. 

La sua tecnologia è strutturata in nodi, che comunicano tra loro, ricavando informazioni dall’ambiente marino. Un gateway invia le informazioni a un sistema terrestre, dove gli operatori possono monitorare la situazione. “Siamo presenti in Norvegia, ma anche in Italia, come a Panarea e La Spezia”.

Treedom

Tra le startup green più note dell’ecosistema italiano, Treedom è una delle principali piattaforme internazionali che permette di piantare un albero da remoto e seguirne la storia online. Fondata nel 2010 a Firenze, ha creato una grande comunità di persone che grazie alla tecnologia digitale possono compiere buone azioni. Nel 2021 ha chiuso un aumento di capitale da 10 milioni di euro.

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