
L’annuncio dell’acquisizione di una quota di maggioranza di Boem da parte di LMDV Capital, la holding di Leonardo Maria Del Vecchio, ha riacceso i riflettori su un prodotto che, fin dal suo lancio, ha diviso l’opinione pubblica e sollevato più di un interrogativo.
Presentato con grande enfasi da Fedez e Lazza, due dei nomi più altisonanti del panorama musicale italiano, l’hard seltzer Boem avrebbe dovuto cavalcare l’onda di un trend globale, ma la sua traiettoria è stata tutt’altro che lineare.
Questo articolo si propone di analizzare criticamente le dinamiche che hanno portato a questa operazione, cercando di capire cosa, finora, non ha funzionato nel progetto Boem e se l’intervento di un colosso finanziario sia sufficiente a raddrizzare la rotta di un’imbarcazione che sembrava già in avaria.
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Il lancio di Boem: tra hype e delusioni
Il debutto di Boem è stato accompagnato da un battage mediatico imponente, trainato dalla popolarità dei suoi co-fondatori. Tuttavia, al di là del clamore, la ricezione del prodotto sul mercato è stata, a dir poco, tiepida. Le recensioni iniziali parlavano di un gusto poco definito, quasi insapore, un aspetto non secondario per una bevanda che punta a conquistare il palato dei consumatori.
Queste prime impressioni negative non sono rimaste isolate. I dati economici, infatti, hanno presto confermato le difficoltà. Boem Tubo srl, la società dietro il brand, ha chiuso il 2024 con perdite significative, quantificate in quasi 2 milioni di euro e successivamente in 3,13 milioni di euro. Un passivo così ingente in un lasso di tempo relativamente breve solleva interrogativi sulla validità del prodotto stesso, sulla strategia di marketing adottata e sulla capacità di intercettare le reali esigenze del mercato italiano.
Il mercato degli hard seltzer e la sfida di Boem
Il fenomeno degli hard seltzer ha avuto un boom negli Stati Uniti, con crescite esponenziali negli anni passati. L’idea di portare questo trend in Italia, un mercato tradizionalmente legato a birra e vino, era ambiziosa. Tuttavia, il contesto italiano presenta peculiarità che non possono essere ignorate.
Sebbene gli hard seltzer stiano iniziando a farsi strada anche qui, la loro diffusione è ancora limitata rispetto ad altri mercati. Inoltre, il segmento è già presidiato da altri attori, e la competizione, seppur non feroce come negli USA, richiede un prodotto con una forte identità e un appeal ben definito.
Il problema di Boem, quindi, potrebbe non risiedere solo nella sua formulazione o nel suo posizionamento, ma anche in una lettura forse troppo ottimistica del mercato italiano. È possibile che il consumatore italiano non sia ancora pronto per un prodotto come l’hard seltzer, o che le aspettative generate dal marketing non siano state all’altezza della realtà del prodotto.
La domanda sorge spontanea: l’investimento di LMDV Capital è un atto di fede in un mercato in crescita o un tentativo di salvare un progetto che, da solo, non riusciva a decollare?
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LMDV Capital e il futuro di Boem
L’ingresso di LMDV Capital nel capitale di Boem, con l’acquisizione della quota di maggioranza, è stato presentato come un’operazione di rilancio. Leonardo Maria Del Vecchio, che assumerà la presidenza del consiglio di amministrazione, ha dichiarato l’intenzione di rafforzare la crescita di Boem sia sul mercato italiano che su quello internazionale. LMDV Capital è una holding con investimenti in diversi settori, tra cui l’hospitality di lusso (con l’acquisizione di Twiga) e l’immobiliare, e si presenta come un investitore con una visione a lungo termine e un focus sull’innovazione.
Ma l’intervento di un player finanziario di tale calibro, se da un lato può portare capitali freschi e una gestione più strutturata, dall’altro solleva dubbi sulla reale sostenibilità del modello di business originale. Se un prodotto lanciato con un tale dispiegamento di forze mediatiche e con il supporto di testimonial di primissimo piano non riesce a generare profitti e accumula perdite milionarie, la domanda è: il problema è il prodotto, il mercato, o la strategia?
L’operazione di LMDV Capital potrebbe essere interpretata non tanto come un’opportunità di crescita, quanto come un tentativo di recuperare un investimento che rischiava di affondare. Fedez e Lazza, pur rimanendo ambassador, vedono ridotto il loro controllo sul progetto, un segnale che forse la loro visione imprenditoriale non è stata sufficiente a garantire il successo.
Boem: un futuro incerto o una rinascita?
Boem si trova ora a un bivio. L’iniezione di capitali e l’esperienza manageriale di LMDV Capital potrebbero dare nuova linfa al progetto. Tuttavia, la strada è in salita. Il mercato italiano degli hard seltzer è ancora di nicchia, e la concorrenza, seppur non massiva, è presente.
Il successo dipenderà dalla capacità di Boem di superare le critiche iniziali sul gusto, di trovare un posizionamento più solido e di convincere i consumatori italiani che l’hard seltzer non è solo una moda passeggera, ma una valida alternativa alle bevande alcoliche tradizionali.
Resta da vedere se l’intervento di LMDV Capital sarà il trampolino di lancio per una nuova fase di successo o semplicemente un costoso tentativo di rianimare un progetto che, forse, non aveva le basi per prosperare. Il tempo, come sempre, sarà il giudice supremo.

